Non solo Google: 7 motori di ricerca alternativi sostenibili e attenti all’ambiente

In uno scenario mediatico dove l’attenzione è sempre più rivolta alla sostenibilità e all’ecologia, anche il mondo del Web fa sentire la sua voce e inizia a offrire il suo contributo alla salvaguardia dell’ambiente.

Dalle società di web hosting green a basso impatto ambientale votate alle energie rinnovabili all’attenzione verso costi e consumi dei data center per alimentare i server web, il panorama digitale volge lo sguardo verso azioni responsabili a tutelare il Pianeta.

Sai quanto costa a livello energetico fare una ricerca su Google?

Una ricerca su Google consuma la stessa quantità di energia di una lampadina da 60W accesa per circa 17 secondi

Fonte Direct Energy

Sappi che anche scegliere un motore di ricerca piuttosto che un altro può fare la differenza per salvare il nostro Pianeta.

I grossi colossi del web non solo si stanno impegnando a usare energie rinnovabili (per esempio Google è alimentato da fonti rinnovabili), ma ogni anno investono cifre importanti per donazioni a numerose associazioni e cause benefiche per la tutela dell’ambiente.

Inoltre ci sono altre aziende che sul Web hanno deciso di avere un forte impatto sociale facendo del bene alla natura.

Ecco allora 7 motori di ricerca alternativi a Google impegnati nel sociale, sostenibili ed eco-friendly.

1. Givewater

givewater motore di ricerca

Givewater (“Fornisci acqua pulita ogni volta che esegui una ricerca sul Web.”) è alimentato da Bing e condivide i guadagni generati dalle pubblicità online con diversi partner di beneficenza che si impegnano a sostenere i paesi in difficoltà che lottano ogni giorno contro il problema dell’acqua.

 

2. Ekoru

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Ekoru dona il 60% delle sue entrate mensili a una delle associazioni benefiche partner, che vanno da quelle che si interessano di riforestazione a quelle che si occupano della tutela e conservazione della fauna e della biodiversità.

Ogni mese selezionano una causa benefica diversa e utilizzano energia rinnovabile per i loro data center.

 

3. Ecosia

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Il motore di ricerca Ecosia ha sede in Germania e utilizza i suoi profitti per piantare alberi.

Anche Ecosia utilizza energia rinnovabile per i suoi data center: la società ha costruito il proprio impianto a energia solare al fine di garantire che i loro server funzionino con energia 100% rinnovabile.

 

4. Everyclick

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Everyclick nasce come uno strumento di raccolta fondi e dal 2005 è diventato un motore di ricerca alimentato da Bing.

Utilizza un particolare programma di affiliazione chiamato Give As You Live che consente, tramite un network di negozi affiliati, di donare una parte di quanto speso per un acquisto.

 

5. Elliot for Water

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Come Ekoru, anche Elliot for Water presta attenzione al problema dell’acqua. In particolare l’obiettivo è di aiutare le popolazioni che soffrono la mancanza di acqua pulita, donando il 60% dei suoi ricavi in beneficenza.

 

6. Givero

givero motore di ricerca

A differenza degli altri motori di ricerca che supportano una specifica causa, Givero consente ai suoi utenti di selezionare le cause che desiderano sostenere come animali, ambiente o bambini. Il 50% delle entrate è destinato a varie iniziative sociali.

Prendendo ispirazione da DuckDuckGo, Givero è un search engine anche molto attento alla privacy. Infatti agli utenti non viene richiesto alcun profilo, non si mantiene la cronologia delle ricerche e non vengono utilizzati strumenti analitici di terze parti.

 

7. Lilo

lilo motore di ricerca

Nato in Francia nel 2015, Lilo è un motore di ricerca solidale che alimenta tantissimi progetti sociali e ambientali, riversando il 50% dei suoi guadagni ottenuti attraverso i link commerciali.

Interessante è la storia del simbolo di questo motore di ricerca. La goccia d’acqua che rappresenta il logo di Lilo è ispirata a una favola africana. Questa racconta la storia di un colibrì che, scoppiato un incendio, volava avanti e indietro tra lago e fuoco trasportando una goccia d’acqua per volta nel becco, non potendo questo contenerne di più. Agli animali che gli facevano notare che non avrebbe spento mai il rogo lui rispondeva “Io faccio la mia parte!”.

Il logo nasce dunque da un esercizio di libertà e di consumo solidale e consapevole.

Fonte: Search Engine Journal

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Valentina Iannaco

Blogger e Web Copywriter Freelance competente in ambito SEO, laureata in Comunicazione Digitale e Lingua Inglese con tesi su Web Usability e Web Copywriting. Appassionata di scrittura e delle evoluzioni/rivoluzioni di Google 😃

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Motori di ricerca alternativi a Google: 7 motori di ricerca sostenibili

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